I giorni fertili

I giorni fertili

Il periodo dei giorni fertili rappresenta il momento del mese in cui una donna ha maggiori probabilità di rimanere incinta. Conoscere i propri giorni fertili è molto importante per una donna sessualmente attiva, sia che voglia avere un figlio, sia che voglia aspettare. 
In media dal momento in cui una donna decide di voler rimanere incinta impiega dai sei agli otto mesi per realizzare il proprio desiderio, e conoscere i propri giorni fertili aiuta ad innalzare le probabilità che ciò accada. La possibilità di rimanere incinta, in media, è del 15-20 per cento.

Calcolare i propri giorni fertili

Per calcolare i giorni fertili, è bene sapere che il ciclo mestruale è diviso in due fasi entrambe della durata di circa 14 giorni, la prima detta estrogenica, e la seconda detta progestinica. Mentre la prima fase dura sempre 14 giorni, la seconda è variabile. I tempi di sopravvivenza medi della cellula uomo sono di 24 ore, mentre quelli di vita media di uno spermatozoo sono di 3 giorni. Da questo è possibile stabilire che in media i giorni di maggior fertilità di una donna sono quelli che vanno dal dodicesimo giorno del ciclo al sedicesimo giorno. Questo tipo di calcolo è anche detto metodo di Ogino Klaus, e su internet si trovano diversi calcolatori che indicano il periodo fertile basandosi su questo tipo di statistica. La “falla” di questo metodo è che può essere utilizzato solo dalle donne con un ciclo regolare, altrimenti risulta inutile. Soprattutto per chi lo volesse usare come sistema anticoncezionale. In tal senso la “quasi” certezza è rappresentata solo dalla pillola anticoncezionale e dal profilattico, con le dovute accortezze.
Per calcolare i tuoi giorni più fertili puoi provare ad eseguire queste operazioni: annota su un foglio la durata dei tuoi ultimi sei cicli mestruali. Successivamente al ciclo più corto sottrai venti giorni, mentre a quello più lungo sottraine dieci. I risultati rappresentano il tuo periodo di maggior fertilità.
Un altro metodo utilizzato di frequente per verificare il proprio periodo fertile è quello del calcolo della temperatura basale. Per utilizzarlo basta misurarsi con il termometro la temperatura. Questo sistema è basato sulla considerazione che la temperatura è modulata dal progesterone. Si tratta di un ormone prodotto dal corpo luteo, che innalza la temperatura corporea di circa mezzo grado quando si è nel periodo di maggior fertilità. Questo per rendere il corpo più accogliente per l’innesto dell’embrione. Ovviamente anche questo sistema ha alcune controindicazioni. In particolare alcune volte la temperatura può aumentare per motivi diversi. A causa ad esempio di un virus, di cattiva alimentazione, di carenza di sonno, o altri malesseri.
Il metodo Billings, a differenza degli altri, è basato sull’osservazione del muco vaginale. Durante l’ovulazione, infatti, viene prodotta una sostanza trasparente, del colore simile al bianco dell’uovo, elastica e filante. Questo muco serve a favorire la risalita degli spermatozoi verso l’ovulo. L’ultimo giorno in cui questo muco è filante rappresenta il momento di massima fertilità della donna, successivamente il muco finisce con l’asciugarsi. Anche in questo caso non si tratta di un metodo anticoncezionale o per rimanere incinte sicuro.